LA TRADINNOVAZIONE DEI MASCARIMIRI'

Alla fine degli anni '90, Claudio Cavallo e Cosimo Giagnotti con Carlo Calabrese De Pascali lasciano l'esperienza di "Terra de Menzu" e fondano Mascarimirì, che si occuperà di "Trad-innovazione", "melting-pot" sonoro in cui la musica di tradizione viene messa a confronto con altre sonorità, dal Dub al Raggae, dal Rock all'Hard-Core.

A SAN LEONE IL CARNEVALE ENTRA NEL TEMPIO

A Saracena, nel cosentino, la notte del 19 febbraio si celebra San Leone, protettore del paese.Gli abitanti festeggiano con cibo, fuochi e canti per le vie del paese, anticipando con una inconsueta manifestazione in contrasto con l'ordine ecclesiastico costituito.

E' il carnevale che entra in chiesa. Per Bachtin il carnevale è associato alla collettività, coloro che vi partecipano non costituiscono solo una folla, piuttosto le persone sono viste nella totalità, organizzata in un modo diverso dal tempo ordinario. Secondo Bachtin nel tempo di carnevale si considerano più importanti gli aspetti secondari della vita, in opposizione a capacità di livello superiore come il pensiero, la parola e l'anima. La particolare percezione dello spazio e del tempo permette a tutti gli individui di sentirsi parte della collettività, tanto che smettono di essere sé stessi ed è a quel punto che, attraverso il costume e la maschera, l'individuo si rinnova.



METTI IL DIAVOLO A BALLARE
Teresa De Sio, musicista e cantante napoletana nota per il suo personale folk-rock, alcuni anni fa scrisse il suo primo romanzo pubblicato per Einaudi, dal titolo "Metti il diavolo a ballare", portandoci nel cuore del Salento degli anni Cinquanta e del suo orizzonte mitico, fatto di credenze ataviche, di erbe miracolose e fatali, diavoli ragni, ma anche di miseria, arroganza di casta e saggezza insospettata. Un racconto di demartiniana memoria, di una bambina, Archina Solimene, "morsicata", di sua sorella Filomena, «mansueta come una mucca», del loro padre Nunzio, di donna Aurelia la "vammàna", che ha suoi modi antichi per scacciare il male. Al centro di una notte maledetta di Carnevale, 

La montanara, Teresa De Sio (Craj)

audiovisivo

IL "DIRROCCU" A LAPPANO

Il "dirroccu" è un pupazzo di cartapesta e canne che viene portato in giro per le vie del paese e rappresenta la caricatura di un personaggio locale.

CONVERSAZIONE CON ARTURO LAVORATO sul film "Essi bruciano ancora" di Felice D'Agostino e Arturo Lavorato, del Collettivo "Sole e carestia",

La conversazione è stata a cura di Roberto De Gaetano e Antonio Capocasale e si è tenuta al Dams Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria lo scorso 7 febbraio. 

Non bruciano le storie

di Antonio Capocasale

(Fatamorganaweb)

estratto 2






U JETA

"'U Jeta" è il canto conclusivo del tempo di Carnevale a Cervicati. Si esegue per le vie del paese a mezzanotte del martedi grasso e ad interpretarlo sono gli stessi elementi che nei giorni precedenti si sono esibiti nell'altra danza della "Vala".

"Vala" di Cervicati 2018 

sequenza 1 - sequenza 2

IDENTITA' PLURALI

Del concetto di  "identità plurali" in paesi di Arberia, come ad esempio Cervicati e Mongrassano, ha parlato Franco Altimari, professore ordinario di Lingua e Letteratura Albanese nell'Università della Calabria, nonché Membro dell'Accademia delle Scienze d'Albania.

LA "VALA" DI CERVICATI

L'etnomusicologo Vincenzo La Vena descrive la danza della "Vala" che viene eseguita a carnevale per le vie di Cervicati, piccolo paese del cosentino.

"Vala" di Cervicati 2018 

sequenza 1 - sequenza 2


PIEGARE LA PITTURA

Vittorio Cappelli dialoga con Cesare Berlingeri sui suoi percorsi nell'arte contemporanea e di una Mostra dal titolo "PIEGARE LA PITTURA", a cura di Paolo Aita (2009), allestita negli spazi espositivi dell'Unical.

LA PITTURA ESPRESSIONE UNIVERSALE

Giorgio Caruso è nato a Trenta, nei Casali cosentini, nel 1935. Tre sono le componenti della sua formazione artistica: l'ambiente familiare che incoraggia la sua vocazione all'arte pittorica; la lezione del colorismo mediterraneo; l'ambiente in cui vive, non più isola felice come lui vorrebbe.

"RITURNELLA" DI ANTONELLO RICCI

Antonello Ricci esegue il brano popolare probabilmente più conosciuto della tradizione calabrese. Il canto è stato registrato da Antonello Ricci durante alcune ricerche sulla musica popolare.

La canzone è stata rielaborata anche Eugenio Bennato, Danilo Montenegro, Rosapaeda, Xicrò, Parto delle nuvole pesanti. Nel testo, l'amante affida ad una rondine il suo messaggio d'amore.



FRAMMENTI MERIDIANI 1

Il "mastro tamburinaro" Peppino Federico di Feruci, nei Casali del Manco, è stato e continua a vivere nella memoria collettiva come virtuoso suonatore di tamburi, utilizzati prevalentemente per le occasione di feste religiose.

Di seguito due brevissimi estratti sul tema delle case di terra e della cultura musicale gitana.

LUIGI DI GIANNI LUNGO I PERCORSI DI ERNESTO DE MARTINO - prima parte

Luigi Di Gianni è un cineasta che concentra l'attenzione del suo cinema alle tematiche della "crisi della presenza", nella religiosità e nella magia delle classi subalterne del Mezzogiorno dopo la seconda guerra mondiale.

LUIGI DI GIANNI LUNGO I PERCORSI DI ERNESTO DE MARTINO - seconda parte

Luigi Di Gianni è un cineasta che concentra l'attenzione del suo cinema alle tematiche della "crisi della presenza", nella religiosità e nella magia delle classi subalterne del Mezzogiorno dopo la seconda guerra mondiale.


 

 

Joca, il "Che Guevara" di Calabria che sfidò il regime dei gorilla

di Lucio Luca, Repubblica.it

 

La morte di Carnevale (Rai 1979)

Regia di Vito Teti

 

I Pulcinella belli e brutti di Alessandria del Carretto

Tele Castrovillari 

 

Il folklore d'Italia

Il numero nov-dic 2017 della rivista della Federazione Italiana della Tradizioni Popolari

 

"Vala" di Cervicati 2018 

sequenza 1 - sequenza 2

 

Carnevale Arbereshe di Lungro (CS)

 

Speciale Arbereshet me Vallet dhe kostumet 500 Vjcare Magdanela

(lingua originale)

 

Conversazione con Arturo Lavorato

A Rende la proiezione di "Essi bruciano ancora"

estratto

 

Conversazione con il regista Giovanni Cioni

 

"Europe connection", il progetto internazionale di Primavera dei Teatri

 

L’anno scorso, il 4 febbraio 2017, ci lasciava Nino Buttitta 

di Marino Niola, Repubblica.it 

 

Laboratorio di scrittura critica digitale al Dams dell'Unical 

 

A San Fili ritornano le “Notti delle magare”

(Corriere della Calabria)

 

Tra Grotte e Misteri: La Civiltà Rupestre in Calabria

di Alfonso Morelli

 

 

E' morto Antonio Infantino, leader storico dei Tarantolati di Tricarico

(Repubblica.it)

Per Antonio Infantino (1944-2018)

di Paride Leporace

video

 

Il dramma dei migranti nell’ultimo lavoro di Grande

(Corriere della Calabria)

 

Sila, torna a "vivere" un mammut europeo 

(LaStampa)

 

Riabilitare l'amicizia. Le quattro domeniche di Carnevale

di Vito Teti

(Corriere delle Calabria)

 

Appunti per un naufragio

di Vito Teti

(Corriere della Calabria)

 

Cosenza, il Telesio intitola la biblioteca a Rodotà

(Il Corriere della Calabria)

 

Vibo: il 26 gennaio la presentazione del libro di Tonino Ceravolo "Gli Spirdàti – Possessione e purificazione nel culto di San Bruno di Colonia (XVI-XX secolo)"

(Il Dispaccio)

 

Unical, Bruno Palermo e i falsi miti delle mafie

(Iacchitè)

 

Sul limite

di Alessandro Canadè

(FataMorganaWeb)

 

Potere al popolo e la crisi della sinistra

di Annalisa Camilli,

(Internazionale)