L'ULTIMO DEI CANTASTORIE?

Franco Trincale è un eccellente rappresentante della nobile tradizione dei cantastorie siciliani, di cui è rimasto uno degli ultimi epigoni. Le sue canzoni sono in massima parte ispirate a eventi di attualità, tanto che lo stesso autore definisce il suo lavoro "giornalismo cantato". Le sue esibizioni denunciano ingiustizie sociali e l'operato dei "potenti".
Vicino alle posizioni del Movimento operaio degli anni '70, Trincale spesso si è esibito nelle fabbriche in occasione di scioperi.
Nel dopoguerra si trasferì a Milano  e, per diversi anni, si è esibito nei pressi del Duomo e, dal 1992, in Piazza San Babila con testi che narravano le vicende di "mani pulite", fino a quando, nel 2002,  un'ordinanza comunale (che vieta l'uso di amplificatori per «molestia alla cittadinanza e disturbo alle attività») gli ha impedito le esibizioni.
E' stato citato negli atti del processo SME come cantastorie che "si porta presso la piazza del Duomo ogni fine settimana per vendere materiale diffamatorio, altresì arringando i numerosi presenti con ulteriori diffamatorie prospettazioni".
Nel 2008, Franco Trincale ha ottenuto dal Consiglio dei Ministri la concessione del vitalizio della Legge Bacchelli, per aver "saputo utilizzare significativi elementi di cultura popolare legando il proprio lavoro artistico con la storia di movimenti sociali".

LA COSENZA DI ENRICO GRANAFEI

SANGUINARI SCORRIDORI DI PRESILANI

Pietro D'Ambrosio racconta del brigante Pietro Monaco e sua moglie Maria Oliverio.

L'ORGANETTO PARLANTE DI AMBROGIO SPARAGNA

Ambrogio Sparagna, allievo di Diego Carpitella, ha fondato la prima Scuola di musica popolare contadina italiana e la Bosio Big Band, originale orchestra di organetti con cui mette in scena Trillillì, Storie di magici organetti ed altre meraviglie, opera " folk" che utilizza la favola come espediente narrativo. 



Potere al popolo e la crisi della sinistra

di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale

Appunti per un naufragio

di Vito Teti

(Corriere della Calabria)

Sul limite

di Alessandro Canadè

(FataMorganaWeb)


A SAN LUCA MI SALVO' L'ORGANETTO

Ambrogio Sparagna salvato dall'organetto alla Madonna di Polsi. Negli anni '80 voleva registrare i suoni d'Aspromonte con il suo maestro Diego Carpitella. Ma la diffidenza degli abitanti di San Luca poteva creare non pochi problemi agli studiosi venuti da Roma. Il suo organetto magico convinse i "sanluchesi" che non era un'"intruso".


QUANDO HAI PAURA SUONA IL TAMBURO

Qual è il rapporto tra Sud e Nord nel difficile momento storico che attraversa il Paese? Il meridione, dopo 150 anni di Unità, ha ancora bisogno di speranza e riscatti? A questa domanda provano a dare risposta cinque artisti come Cataldo Perri, Danilo Montenegro, Ambrogio Sparagna, Alfio Antico e Peppe Voltarelli che raccontano il Sud dalla mille contraddizioni.

LA FESTA DI SAN NICOLA A SARTANO

Il 6 dicembre a Sartano, nel cosentino, mentre la Processione in onore a S. Nicola procede per le vie del paese, donne e uomini in attesa davanti le loro case con pani votivi ("cuddracci") si accostano alla statua e li infilano nelle stanghe. Successivamente il sacerdote distribuisce panini benedetti e riducendo a pezzetti il nastro rosso levato dal braccio del santo, lo offre ai massari per legare le corna dei loro buoi. Riti simili venivano svolti nella stessa ricorrenza in un'area culturale delimitata dai paesi di regina, Lattarico, Cerzeto, Cervicati. Interessante è l'esecuzione musicale affidata a due noti suonatori di Orsara di Marzi, Salvatore Arabia (zampognaro), scomparso di recente, e Antonio Mancuso (pepita). Le immagini sono state girate nel 1999.

LA "VALA" DI CERVICATI

L'etnomusicolo Vincenzo La Vena descrive il carnevale di Cervicati, rappresentato da una danza Arbëreshë eseguita per le vie del paese e a casa di amici e parenti da gruppi di donne accompagnate da uomini in alcuni casi con strumenti musicali.



LA NOTTE DI SAN LEONE

A Saracena, nel cosentino, la notte del 19 febbraio si celebra San Leone, protettore del paese.Gli abitanti festeggiano con cibo, fuochi e canti per le vie del paese, anticipando con una inconsueta manifestazione in contrasto con l'ordine ecclesiastico costituito.

NEVE E SANGUE di G. Sole

Nel documentario di Giovanni Sole si racconta la storia di Tonino, un pastore che vive nelle montagne di Grimaldi, paese della provincia di Cosenza. Il regista conosce da anni il personaggio per avere fatto l'attore in un suo  film "Il maestro perfetto". Sole racconta di avergli fatto visita nei giorni di un'abbondante nevicata, filmando i paesaggi ammantati di bianco e il sangue rosso del maiale ucciso. Tonino porta le pecore al pascolo con la jeep ma il rapporto con gli animali non è molto diverso da quello dei suoi antenati.