IL SANTO E I MACCHERONI (2018)

di Giovanni Sole e Gianfranco Donadio

Saracena è avvolta da un lento pallore e da un sonno profondo. Lontano i campi brulli, gli orti spogli e gli alberi scheletrici sono immobili, muti e desolati. Nel pomeriggio i fuochi rischiarano il buio e, scintillando, creano un’atmosfera calda e vivace. I paesani attraversano le vie suonando, cantando e invocando il nome del Protettore. Durante la notte si mangia e si fa festa: evviva san Leone con un piatto di maccheroni! Non è più tempo di privazioni e sacrifici: presto la terra si sveglierà e le spighe di grano cresceranno.

COL VINO SI TIRA L'ABETE

Francesco Rusciano, maestro suonatore di surdulina, commenta la festa dell'albero che ogni anno si celebra ad Alessandria del Carretto.

Dieci anni senza Sharo, poeta e cantore delle piccole cose

Vito Teti - Corriere della Calabria

LE POLIFONIE DEI FARAUALLA

«Faraualla» è la più profonda cavità carsica della Murgia, l'altopiano pugliese.

È una voragine che si apre fra distese di grano, pascoli e masserie, isola di silenzi che ha ispirato credenze popolari.

FARAUALLA è un nome di origine incerta la cui pronuncia riempie la bocca di voce. Come quando una parola dimentica il suo significato per ritornare suono, puro, primitivo e potente.

Il quartetto è nato nel 1995. Dopo aver approfondito singolarmente lo studio e la pratica della vocalità in ambiti musicali differenti, le quattro cantanti hanno trovato un interesse comune nella ricerca sull'uso della voce come "strumento", attraverso la pratica della polifonia e la conoscenza delle espressioni vocali di diverse etnie e di periodi storici differenti. 


SARDEGNA - Percorsi meridiani

Un viaggio in Sardegna ci porta ad assemblare immagini di alcuni luoghi meridiani visitati sull'isola, interessante per storia e tradizioni.

Da Golfo Aranci ad Alghero, Castelsardo, Bosa e Porto Cervo, in un costante rapporto dei luoghi col mare.

LA MADONNA DELLA MONTAGNA

Agli inizi di luglio pellegrini provenienti da Terranova di Pollino, San Severino Lucano, Rotonda, Viggianello, Cerchiara di Calabria, Cassano Ionio, Castrovillari, Amendolara, Alessandria del Carretto si recano al Santuario della Madonna del Pollino, situato ai confini tra Calabria e Lucania. Dopo il viaggio i fedeli si accampano nei pressi della chiesa e per oltre due giorni pregano, banchettano, ballano e cantano.

"La Madonna della montagna" (1997) è un documentario di Giovanni Sole e Gianfranco Donadio, che si sofferma su alcuni interessanti aspetti etnografici del pellegrinaggio alla Madonna di Pollino.

DESCLAVAMENT - MISSA FUGI FUGI

"Desclavament", significa "Discendimento", ovvero deposizione del Cristo dalla Croce nella bara. Dorata. Dalla Cattedrale di Alghero, centinai e centinai di fedeli insieme ad una delegazione catalana partecipano al solenne antico rito, di cultura spagnola.

Il Venerdì santo i Confratelli della Misericordia (Germans Blancs) sono i protagonisti della funzione ricca di pathos con la processione fino a notte inoltrata.

Le donne sono vestite con abiti scuri e portano in mano il "farol", una candela con la fiamma rivestita da carta rossa. Rosse sono anche le luci che vengono esposte alle finestre lungo il percorso e i lampioni del centro storico vengono ricoperti da un panno rosso.


ONORE ALL'EROE

Le "Vallje" sono cori e danze che gli abitanti dei paesi italo-albanesi della Calabria eseguono il martedì dopo la Pasqua, giorno che ricorda la vittoria del condottiero Skanderbeg sugli oppressori turchi. I testi dei canti sono molto antichi e narrano la storia di una famiglia numerosa e ricca dell'Albania.

CANTARE L'EROE

La versione di questo canto è stata registrata a Frascineto in Calabria, durante le "Vallje" che  sono cori e danze che gli abitanti dei paesi italo-albanesi eseguono il martedì dopo la Pasqua, giorno che ricorda la vittoria del condottiero Skanderbeg sugli oppressori turchi. I testi sono molto antichi e narrano la storia di una famiglia numerosa e ricca dell'Albania.

'LU SIGNURE E' MUERTU - (IL SIGNORE E' MORTO)

A Mesoraca, paese dell'entroterra ionico calabrese, nel territorio del marchesato crotonese, il Venerdi Santo si svolge "a festa du Signure Muèrtu" con una spettacolare processione che rappresenta un importante riconoscimento della comunità di Mersoraca e di un coinvolgimento dei differenti strati sociali e dei gruppi di potere.

Cfr. A. Ricci, "La festa del Signore morto. Il Venerdi Santo a Mesoraca", in: "Le forme della festa" (a cura di F. Faeta -- A. Ricci), Roma, Squilibri, 2007, pp.129-159.


FLAGELLANTI DI CASSANO IONIO

Alcuni studiosi insistono sulle ascendenze mediterranee precristiane di alcuni riti, in ispecie quelli del sangue, legati al ciclo pasquale. Piuttosto che di origini mediterranee e precristiane, che pur bisogna tener presenti, è piú utile parlare, forse, di origini medioevali coi quei complessi riti piaculari, per mezzo dei quali, imitando la passione e la morte di Cristo con la flagellazione e la penitenza, si sperava di meritare la purificazione dal male, e la rinascita a una nuova vita segnata dalla salvezza assicurata dalla Resurrezione di Cristo.

Accade ancora oggi a Cassano, come in altri luoghi, anche se con diversa modalità, durante la predica di Passione del Giovedì Santo e durante la processione dei Misteri del Venerdì, che lenta si snoda lungo le strade della cittadina, rendendola sacra, finché, compiuto il rito penitenziale, ritorna la gioia della festa. Cristo è risorto, risorgerò anch'io.

CANTO DI PASSIONE

La Passione qui presentata, in particolare, narra, in drammatiche sequenze (il cui svolgimento è affidato allo straziante colloquio Maria -- Gesù, da cui si evince in due sole rapide battute il mistero della missione salvifica di Cristo, e a quello, ben più complesso e articolato, Maria -- Giovanni), la Via Crucis della dolente Madre in cerca del Figlio, seguendone le tracce di sofferenza e di sangue, tra infinita tenerezza e indicibili crudeltà, fino al Calvario.

(Leonardo R. Alario, IRSDD Cassano Ionio).

VENERDI DI PASSIONE - Le varette di Amantea

La processione delle varette di Amantea rientra tra i riti più interessanti della settimana santa, nella provincia cosentina in Calabria.

Lo spiega Franco Ferlaino, cultore della materia presso la cattedra di etnologia dell'Università della Calabria. Tra le sue ricerche e pubblicazioni sono: "Le Confraterinite di Amantea. Appunti per lo studio dei processi aggregativi e dei riti di rifondazione", in «Le confraternite religiose in Calabria e nel Mezzogiorno», a cura di Maria Mariotti, Vito Teti e Antonio Tripodi (Mapograf, 2002) che ha vinto il premio nazionale di Sessa Aurunca, classificandosi al primo posto.


FRAMMENTI DI UNA SETTIMANA SANTA

Tra le interessanti e complesse manifestazioni che caratterizzano la settimana santa calabrese ci sono: quella dei "Disciplini" di Cassano Ionio e dei "Vattienti" di Nocera Terinese.

CANTO DEL VENERDI SANTO

Il canto è stato registrato a Cervicati nel 2014

SINTESI DI UNA PERSEFONE RIVISITATA

A Bova, in Calabria, la domenica delle Palme vengono portate in processione le "Pupazze", rappresentazioni di figure femminili realizzate con foglie di ulivo intrecciate. Le figure, adornate con fiori di campo, frutta fresca e primizie, vengono successivamente smembrate e distribuite in piazza.

Nel rito che si celebra nel paese grecanico, le figure femminili, spesso giunoniche, ricordano il mito greco di Persephone e di sua madre Demetra.


IL SANTO DELLE ROVINE

San Giorgio è il patrono di Cavallerizzo che viene festeggiato e portato in processione anche dopo che il paese del cosentino è stato spopolato da una grossa frana il 7 marzo 2005. Da quel giorno gli abitanti sono stati costretti a cercare ricoveri di emergenza nei paesi vicini.

Lo Stato, attraverso la Protezione civile, individuò un'area dove costruire il nuovo paese, ma la delocalizzazione spaccò le opinioni della comunità, divisa tra chi desiderava una nuova casa e chi, al contrario, sognava di tornare nel vecchio paese.

Iconocrazia

Marcello W. Bruno - Fatamorganaweb

CALABRIA E CALABRESI NELL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI GIULIANO E CESARE DI COLA

 «L'universo iconografico di Giuliano e Cesare Di Cola rappresenta un repertorio etnografico che scorre nella ricostruzione della Calabria della memoria; un lavoro con l'occhio dell'anima, per fissare con uno scatto, su una pellicola sensibile, le immagini, i colori, il senso profondo della terra di Calabria e della sua gente. La tecnica si immedesima con l'estro, con il terzo occhio di poeta, per cogliere le radici profonde di una realtà antichissima, dura e duttile, che si traspone dall'immediato al senza tempo. Così le figure umane, i loro gesti e atteggiamenti fra accettazione e disincanto, stasi e miraggio - ci trasmettono uno spaccato immaginario e concretissimo di questa forte e dolente, luminosa e amara Calabria. (Alberto Frattini)

 

NEURO

Sguardi su alcuni aspetti della fiera di San Giuseppe a Cosenza.


ARAFERA

Ogni anno nei giorni che precedono e seguono il 19 marzo si rinnova a Cosenza l'appuntamento con l'antichissima Fiera di San Giuseppe: alcuni lamentano caos e traffico e preferiscono stare a casa, altri si lanciano in interminabili camminate fra le bancarelle e gli imbonitori. «Ara Fera» è un espressione del dialetto cosentino molto utilizzata nei giorni dell'evento; in italiano diventa «in/alla fiera».

Un caleidoscopio di razze, suoni, colori invade la città dei Bruzi che, per poco tempo, si trasforma a volte in una kasbah nordafricana.

ALLA FESTA DEI SANTI MEDICI - FRAMMENTI MERIDIANI 3

La festa dei santi medici Cosma e Damiano, i santi medici a cui molti hanno affidato la loro salute, si celebra dal 25 al 27 settembre a Riace, un paese del versante ionico della provincia di Reggio Calabria. Per l'occasione i fedeli offrono in devozione ex-voto di figure anatomorfe in cera o pane. Le statue custodite nella chiesa sono vegliate dai pellegrini e il giorno successivo vengono accompagnate in processione, con suoni e danze, fino al santuario.

ARANGARA IL SUD CHE UNISCE

Carlo Lucarelli e Gianfranco Riccelli, insieme nell'esperienza di teatro-canzone per raccogliere fondi per la costruzione di un asilo a Lakka, in Sierra Leone.

Lucarelli, scrittore e conduttore del programma "Blu notte" è diventato testimone della vita quotidiana del continente africano, del paese più povero del mondo, dove i bambini imbracciano armi e le guerre fratricide sono una costante.

Gianfranco Riccelli è cantautore e leader degli Arangara, gruppo di musicisti che nel loro progetto delineano le sonorità del Sud e del Mediterraneo. 


CALAFRICA - SUONI MERIDIANI

Baba Sissoko, musicista del Mali, negli anni '70 accompagnava come suonatore di tamani "le griottes" durante le feste e le cerimonie locali nell' ambito della sua cultura. Antonio Bevacqua, calabrese, leader dei Neilos, è musicista e ricercatore di tradizioni musicali della sua regione. 

ANTONIO PIROMALLI E LE CULTURE MINORITARIE

Antonio Piromalli ha sostenuto con attenzione le culture minoritarie. L'apertura verso ogni forma di cultura subalterna lo portano a schierarsi in difesa delle lingue e letterature presenti in Italia.

IL SOGNO DI ZI' ANDREA

Andrea Pisilli è stato pastore e zampognaro, vissuto per più di tre quarti di secolo a Farneta, frazione di cultura arbëreshe del comune di Castroregio, nel versante orientale calabrese del massiccio del Pollino. Personaggio tra i più significativi rappresentanti della cultura popolare meridionale, testimone di quanto e come la musica delle classi subalterne abbia avuto un ruolo fondamentale nei sistemi culturali di alcune aree come quella del Pollino-Alto Ionio.


CALABRIA E BASILICATA VISTE DAL CIELO di Folco Quilici

L'Italia vista dal cielo è il titolo di una serie di 14 documentari realizzati da Folco Quilici dal 1966 al 1978.

Tali filmati avevano l'obiettivo di ritrarre le bellezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche di ogni regione dell'Italia con riprese aeree effettuate tramite elicottero.

Un susseguirsi di ambienti naturali e geografici diversi, raccontati dalle riprese di Folco Quilici e descritti in collaborazione con Raffaele Garriamone e, nella seconda edizione del 1976, da Giuseppe Berto.

Un viaggio attraverso la storia della Basilicata e della Calabria, delle loro civiltà, dei loro aspetti controversi che le rendono uniche e proprio per questo incantevoli.

LA POSSESSIONE DIABOLICA

Domenico Scafoglio antropologo nell'Università di Salerno, si occupa di possessione diabolica, fenomeno per cui uno spirito o un demone o altra forza superiore esterna s'impadronisce della mente e del corpo di una persona, sostituendosi all'identità e volontà. Quando si manifesta la possessione diabolica, l'unico mezzo per espellerla è l'esorcismo.

PASCOLO ABUSIVO

La musica dei Totarella mette in relazione le tradizioni calabrese (Alessandria del Carretto e Canna), lucana (Terranova di Pollino) e salentina.

Il loro repertorio è frutto di una ricerca accurata nella tradizione, l'eredità musicale pastorale e contadina trasmessa che non trascura, in alcuni casi, le suggestioni e i ritmi delle sonorità mediterranee.


CONSIDERAZOINI MERIDIANE SUI SANMARCHESI

Paolo Chiaselotti effettua a San Marco Argentano ricerche di documenti dell'Ottocento, trascrivendo l'Archivio dello stato civile dal 1809 al 1900.

L'informatizzazione dei dati raccolti ha notevolmente ampliato le sue relazioni sociali. Da qui l'idea di trasmettere ai sanmarchesi parte della loro inedita storia ("L'Ottocento dietro l'angolo").

Guarda il sito 

LA TRADINNOVAZIONE DEI MASCARIMIRI'

Alla fine degli anni '90, Claudio Cavallo e Cosimo Giagnotti con Carlo Calabrese De Pascali lasciano l'esperienza di "Terra de Menzu" e fondano Mascarimirì, che si occuperà di "Trad-innovazione", "melting-pot" sonoro in cui la musica di tradizione viene messa a confronto con altre sonorità, dal Dub al Raggae, dal Rock all'Hard-Core.

A Riace

Mascarimirì

Occhi turchini 2.0 (Official video)

Mascarimirì

A SAN LEONE IL CARNEVALE ENTRA NEL TEMPIO

A Saracena, nel cosentino, la notte del 19 febbraio si celebra San Leone, protettore del paese.Gli abitanti festeggiano con cibo, fuochi e canti per le vie del paese, anticipando con una inconsueta manifestazione in contrasto con l'ordine ecclesiastico costituito.

E' il carnevale che entra in chiesa. Per Bachtin il carnevale è associato alla collettività, coloro che vi partecipano non costituiscono solo una folla, piuttosto le persone sono viste nella totalità, organizzata in un modo diverso dal tempo ordinario. Secondo Bachtin nel tempo di carnevale si considerano più importanti gli aspetti secondari della vita, in opposizione a capacità di livello superiore come il pensiero, la parola e l'anima. La particolare percezione dello spazio e del tempo permette a tutti gli individui di sentirsi parte della collettività, tanto che smettono di essere sé stessi ed è a quel punto che, attraverso il costume e la maschera, l'individuo si rinnova.


METTI IL DIAVOLO A BALLARE
Teresa De Sio, musicista e cantante napoletana nota per il suo personale folk-rock, alcuni anni fa scrisse il suo primo romanzo pubblicato per Einaudi, dal titolo "Metti il diavolo a ballare", portandoci nel cuore del Salento degli anni Cinquanta e del suo orizzonte mitico, fatto di credenze ataviche, di erbe miracolose e fatali, diavoli ragni, ma anche di miseria, arroganza di casta e saggezza insospettata. Un racconto di demartiniana memoria, di una bambina, Archina Solimene, "morsicata", di sua sorella Filomena, «mansueta come una mucca», del loro padre Nunzio, di donna Aurelia la "vammàna", che ha suoi modi antichi per scacciare il male. Al centro di una notte maledetta di Carnevale, 

La montanara, Teresa De Sio (Craj)

audiovisivo

IL "DIRROCCU" A LAPPANO

Il "dirroccu" è un pupazzo di cartapesta e canne che viene portato in giro per le vie del paese e rappresenta la caricatura di un personaggio locale.

CONVERSAZIONE CON ARTURO LAVORATO sul film "Essi bruciano ancora" di Felice D'Agostino e Arturo Lavorato, del Collettivo "Sole e carestia",

La conversazione è stata a cura di Roberto De Gaetano e Antonio Capocasale e si è tenuta al Dams Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria lo scorso 7 febbraio. 

Non bruciano le storie

di Antonio Capocasale

(Fatamorganaweb)

estratto 2



Isabel Russinova al Premio Mario Gallo

Corriere della Calabria

Appello per la scuola pubblica con la cantastorie Prestia

Corriere della Calabria 

Betta Lemme, fenomeno musicale made in Calabria

Michele Inserra - Il Quotidiano del Sud - Calabria

A Salerno spettacolo per migranti morti in mare

Il Quotidiano del Sud - Campania

"L'ape furibonda", undici donne calabresi di carattere

Corriere della Calabria

Il fancilullo che crea le storie

Daniele Dottorini (Fatamorganaweb)


I sapori della transumanza

Geo & Geo

La Sila 

Geo & Geo 19/09/2016

Il sentiero Charles Didier

Emanuele Pisarra

Arriva in libreria "Calabria d'autore

Corriere della Calabria

 

 

Joca, il "Che Guevara" di Calabria che sfidò il regime dei gorilla

di Lucio Luca, Repubblica.it

 

La morte di Carnevale (Rai 1979)

Regia di Vito Teti

 

I Pulcinella belli e brutti di Alessandria del Carretto

Tele Castrovillari 

 

Il folklore d'Italia

Il numero nov-dic 2017 della rivista della Federazione Italiana della Tradizioni Popolari

 

"Vala" di Cervicati 2018 

sequenza 1 - sequenza 2

 

Carnevale Arbereshe di Lungro (CS)

 

Speciale Arbereshet me Vallet dhe kostumet 500 Vjcare Magdanela

(lingua originale)

 

Conversazione con Arturo Lavorato

A Rende la proiezione di "Essi bruciano ancora"

estratto

 

Conversazione con il regista Giovanni Cioni

 

"Europe connection", il progetto internazionale di Primavera dei Teatri

 

L’anno scorso, il 4 febbraio 2017, ci lasciava Nino Buttitta 

di Marino Niola, Repubblica.it 

 

Laboratorio di scrittura critica digitale al Dams dell'Unical 

 

A San Fili ritornano le “Notti delle magare”

(Corriere della Calabria)

 

Tra Grotte e Misteri: La Civiltà Rupestre in Calabria

di Alfonso Morelli

 

 

E' morto Antonio Infantino, leader storico dei Tarantolati di Tricarico

(Repubblica.it)

Per Antonio Infantino (1944-2018)

di Paride Leporace

video

 

Il dramma dei migranti nell’ultimo lavoro di Grande

(Corriere della Calabria)

 

Sila, torna a "vivere" un mammut europeo 

(LaStampa)

 

Riabilitare l'amicizia. Le quattro domeniche di Carnevale

di Vito Teti

(Corriere delle Calabria)

 

Appunti per un naufragio

di Vito Teti

(Corriere della Calabria)

 

Cosenza, il Telesio intitola la biblioteca a Rodotà

(Il Corriere della Calabria)

 

Vibo: il 26 gennaio la presentazione del libro di Tonino Ceravolo "Gli Spirdàti – Possessione e purificazione nel culto di San Bruno di Colonia (XVI-XX secolo)"

(Il Dispaccio)

 

Unical, Bruno Palermo e i falsi miti delle mafie

(Iacchitè)

 

Sul limite

di Alessandro Canadè

(FataMorganaWeb)

 

Potere al popolo e la crisi della sinistra

di Annalisa Camilli,

(Internazionale)