EDOARDO BONCINELLI - LA SCIENZA NON HA BISOGNO DI DIO

Con Edoardo Boncinelli il 13 giugno a Cosenza si è chiusa la rassegna La Cultura Accanto 2012, organizzata dall’associazione SEMINARIA – Auser e CGIL Cosenza. Nuccio Ordine e Giorgio Franco hanno conversato con Edoardo Boncinelli del suo ultimo libro LA SCIENZA NON HA BISOGNO DI DIO ed. Rizzoli 2012.

Edoardo Boncinelli insegna alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha guidato per anni laboratori di ricerca in biologia molecolare dello sviluppo. Collabora con il Corriere della Sera. Con questo libro Boncinelli tenta di prevedere il futuro della genetica, indaga i limiti che l’uomo deve porsi nel laboratorio della creazione.

A partire dall’avvento della teoria dell’evoluzione darwiniana fino alle più recenti scoperte Boncinelli ci fornisce le chiavi interpretative per dissipare il velo di misticismo che ancora sembra avvolgere l’origine della vita, ridefinendo i confini labili che separano la vita naturale da quella artificiale. La sua visuale della scienza, che si sintetizza in un elogio dell’errore, crea dei presupposti genetici e filosofici in grado di aiutare a comprendere ed a orientare un modello economico ecologicamente sostenibile. “Certo le mutazioni sono anche responsabili di derive patologiche: in termini brutali, presiedono alla varietà cromatica di una farfalla e al cancro: Ma ci ricordano come la vita (in quanto evoluzione dei genomi, sia una tessitura di continuità e variabilità, di conservazione e incessante riorganizzazione della materia”.

Con una scrittura fluida, in grado di appassionare un vasto pubblico, coerente con lo stile divulgativo tipico delle innumerevoli pubblicazioni che hanno preceduto questo libro, l’autore ci introduce ai grandi temi esistenziali, invitandoci ad esplorare i rapporti tra scienza e dogmatismi religiosi, fra modelli economici dati e modelli economici possibili. Si conferma come un autorevole maestro in cui i nessi tra i saperi si evidenziano, assottigliando le linee di confine tra gli stessi, senza rinunciare alle più rigorose forme di approfondimento. Non è un caso che un uomo di scienza come Boncinelli abbia una passione per i lirici greci tale da indurlo a farne una ennesima e preziosa traduzione e indicare la pregnante concisione poetica e semantica di Saffo come una delle scritture da lui più amate.

 

                                                                          ANNA PETRUNGARO

                                                                 Seminaria Auser-Cgil Cosenza