Michele Caparelli, Franco Ferretti e Giovanni Credidio raccontano la memoria intorno al fuoco cerimoniale della vigilia dell'Immacolata a San Marco Argentano.
Emerge nelle loro frasi una complessità di elementi legati al fuoco propiziatorio, alla funzione illuminante il passaggio della divinità, il gioco, talvolta dispettoso, dei bambini più poveri che non potevano averne uno a loro dedicato.

***
Segnala Paolo Chiaselotti, per averlo appreso da Antonio Di Cianni, maestro e sindaco di San Marco Argentano, che la tradizione dei "luminari" alla vigilia dell'Immacolata, derivasse dall'accensione di fuochi per festeggiare il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato da Pio IX nel 1854.
Dalle ricerche d'archivio è emerso che nel 1855 vi fu anche il colera cfr., http://www.sanmarcoargentano.it/ottocento/statistiche/colera.htm, e il cronista Salvatore Cristofaro riferiva che l'epidemia cessò provvidenzialmente l'8 dicembre (in verità si registrarono altri dieci casi successivamente). Non si esclude che il rituale possa essere collegato anche a questi eventi, senza contare che proprio il fuoco veniva utilizzato per distruggere possibili focolai d'infezione.
Quindi si potrebbe escludere l'origine pagana a favore di quella religiosa. È molto improbabile che i sanmarchesi abbiano conservato per tanti anni un rito pagano in una città sede vescovile e di potenti congregazioni religiose, una delle quali era proprio quella dell'Immacolata.

HOME